Le pietre per parlare

Le “pietre per parlare” sono una installazione scultorea pensata per divenire un intervento fisico concreto e significativo nello spazio urbano, vissuto e da vivere, sia esso una piazza, uno slargo, un luogo di passaggio, un’area verde, in cui le persone possono sostare, sedersi, riposarsi, incontrarsi, scambiare parole. L’installazione ha una forma circolare che rappresenta l’emisfero terrestre segnato dai quattro punti cardinali corrispondenti ai passaggi per entrare nella parte centrale calpestabile segnata da terre e oceani, da immagini parole riferimenti memoriali, mentre i quattro segmenti “costruiti” sono corpi in pietra considerabili come sedute, basi, piani di appoggio, su cui i “viaggiatori” di ogni parte del mondo possono posizionare le valigie che si portano dietro. Queste valigie, realizzate su pietre dal mondo, raccontano le nostre storie, quelle di chi ha lasciato e lascia la sua terra per cercare lavoro o scappa da un luogo, da una guerra, da una catastrofe e così via, scegliendo velocemente le poche cose da portare con sé, decidendo cosa salvare e cosa abbandonare della propria esistenza.

“Stones to talk” is a sculptural installation meant to become a concrete and significative intervention in the urban space, lived and to be lived, a square, a passage where people can stop, sit, rest, meet, talk. The installation has a circular form which represents the earth hemisphere, marked by the four cardinal points, corresponding to passages which lead to the central part. This will be characterised by earths and oceans, by images, words and memorable references, whereas the four “built” segments are made of stone and can be considered as seats, bases where “travellers” from all over the world can lay down the luggage they are carrying with them. These suitcases, made of stones from all over the world, tell our stories, the stories of those who left and still leave their country looking for work, or escaping from a war, a catastrophe, quickly deciding what to save and what to abandon of their own existence.

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Il progetto artistico vuole raccontare anche questo, le immagini, i segni, i rilievi delle valigie diventano delle metope scolpite, come dei racconti di pietra, vogliono testimoniare la parte migliore di noi, soprattutto quello che di meglio gli uomini di tutti i tempi hanno creato, la cultura (in particolare quella artistica) che ci ha permesso di progredire, di crescere, di migliorare, di divenire più sensibili e capaci di condividere la nostra umanità. Verranno evidenziate immagini che sono incise nella nostra memoria, quella universale dell’agire umano, i territori, le città più belle e antiche del mondo, ma anche momenti in cui le vicende e vicissitudini degli uomini richiedono attenzione, ma anche il silenzio, le grandi migrazioni, i viaggi che l’umanità sin dagli inizi della civiltà ha dovuto compiere, i soprusi, le ingiustizie, i sogni, le illusioni… Questa opera d’arte vuole raccontare anche ciò: in fondo la pelle (o il cartone) delle valigie è la pelle che gli uomini si portano addosso, segnata dalle sofferenze e dalle lotte per un cambiamento delle proprie e altrui condizioni, per un nuovo futuro per sé e per i propri figli. La significativa presenza di opere in tufo di 4 artisti lucani ad emblema delle grandi migrazioni dei popoli del sud Italia verso il nord e verso il mondo si pone sull’asse culturale Modena-Matera, verso Matera 2019.

The artistic project wants to tell even this; the images, the signs, the reliefs of the bags become sculpted metopes, stone tales. They testify the best part of us, above all the best thing men have ever created: culture (arts in particular). This helped us to progress, to grow up, to become more sensitive and able to share our own identity. We aim to point out images  impressed in everyone’s mind, the territories, the most beautiful and ancient towns in the world, but even moments and human vicissitudes which need  our attention, even the silence, huge migrations, journeys  the mankind has had to face since the very beginning of civilization, injustices, dreams, illusions… the skin (or the cardboard) of bags is the same skin men are carrying with them, marked by pain and fights for a change, for the improvement of our and others life conditions, for a new future for us and our kids. The meaningful presence of 4 tuff pieces made by Lucanian artists are the symbol of big migrations of southern people towards the north and the world. This exchange is set on the Modena-Matera cultural axis, towards Matera 2019.

Clicca qui per il progetto completo

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